Amsterdam, gastronomia e sapori etnici
Ad Amsterdam, deliziosa città dove è sempre una festa ritornare, si può scegliere fra più di ottocento ristoranti di ogni tipo. Al contrario del Belpaese, però, qui si da molta importanza a quelli etnici che, tra l’altro, hanno mantenuto la loro connotazione originale e non si sono piegati ai gusti e alle tradizioni locali, come invece avviene in Italia. Chi non ama i sapori troppo lontani da quelli a cui è abituato, quindi, potrebbe trovarsi in difficoltà ad assaggiare specialità cinesi, indiane, giapponesi o africane. Diverso è il discorso se, invece, si parla di Indonesia e di pietanze ad essa connessa, in quanto gli olandesi l’hanno colonizzata per almeno tre secoli e hanno assimilato molto della sua cultura dietro ai fornelli, integrando le nuove conoscenze alla preesistente arte culinaria. Si è dato vita, in questo modo, ad una cucina “fusion” di grande qualità.
Da provare, ad esempio, sono i Rijsttafel, una dozzina di assaggi di carne, pesce e verdure, conditi con salse orientali e accompagnati da riso. Piatto nazionale dei Paesi Basi è anche molto rappresentativo della cucina dutch-indonesian. Se parliamo, ancora, di cucina prettamente locale, le origini sono popolari ed ogni pietanza è di tipo frugale, anzi piuttosto povera. Del resto gli olandesi hanno conosciuto il benessere soltanto in tempi recenti e, soprattutto, nel dopoguerra.
Famosi sono i formaggi, ai quali si accostano zuppe di patate, di piselli e di cavoli, gli stufati, il riso e le verdure. Ogni cosa viene preparata in modo rustico, con poche elaborazioni e a fuoco lento. Un esempio classico è Erwtensoep, una zuppa colma di piselli secchi e verdure con fette di salsiccia affumicata spezie e timo. Ultimamente, però, gli chef olandesi hanno iniziato, come fanno già gli scandinavi, ad arricchire i loro piatti con altre influenze delle aree europee e del resto del mondo.
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