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  • 14
  • giu
  • 2011

Cappella di San Severo a Napoli e le sue leggende

Di Laura, in Cultura e Arte.

La Cappella Sansevero ( detta anche chiesa di Santa Maria della Pietà, anche se questo secondo nome é meno conosciuto) è tra i più importanti edifici di culto di Napoli vicina al palazzo di famiglia dei Principi di Sansevero. Due sono le leggende che si narrano a proposito di questa Cappella, una che trae origine direttamente dagli dei dell’Olimpo e l’altra forse più nostrana che fa riferimento a miracoli e perdono.

La prima leggenda narra  che la chiesa sia stata eretta su un preesistente antico tempio dedicato alla dea Iside. Costei è la dea della maternità e della fertilità nella mitologia egizia, una divinità spesso associata alla magia ed all’oltretomba, ma anche alla concretezza umana, istituì infatti il matrimonio e insegnò alle donne le arti domestiche. Il culto di questa dea dilagò in tutto l’Impero romano fino a essere assimilata con molte divinità femminili locali, quali Cibele, Demetra e Cerere, e molti templi furono innalzati in suo onore anche in Italia, dove venivano celebrate processioni e feste in suo onore a volte anche molto festose e ricche, essendo ella la dea della feritilià.

L’altra leggenda, come spesso avviene, é una trasposizione dei culti pagani con quelli cattolici. La cappella non viene più assimilata alla dea Iside, ma a Maria madre di Gesù. Si racconta infatti che nel 1623 un uomo, ingiustamente arrestato, mentre veniva trasportato presso il carcere, transitando lungo il muro della proprietà dei Sansevero si votò a Maria e improvvisamente il muro crollò rivelando un dipinto di una donna (quello che secondo la prima leggenda rappresenta il volto di Iside), che l’uomo indicò prontamente come la madre di Gesù. La chiesa sarà da allora nota come “La Pietatella“, infatti poco tempo dopo, al carcerato venne riconosciuta l’innocenza e questi, per gratitudine, fece restaurare il volto della donna. Da allora il luogo é divenuto meta di pellegrinaggio popolare e conseguente oggetto di adorazione. Oggi la cappella ospita anche un museo.

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