Carnevale 2012: a Putignano uno tra i più antichi d’Italia
Carnevale 2012 a Putignano, cittadina della Bassa Murgia. Putignano è famosa, dicono, per le sue grotte, per le sue le tipiche case rurali chiamate trulli e appunto per questo antico e singolare Carnevale. Il centro storico della cittadina ha una forma ellittica, una volta cinta da possenti mura. Tra le sue strade si incontrano conventi, chiese e palazzi e quel corso principale che il martedì grasso si anima e si colra per celebrare la fine del Carnevale, uno più antichi e più lunghi d’Europa, che inizia, per tradizione, addirittura il giorno dedicato a Santo Stefano Protomartire, ossia il 26 dicembre. Scopriamo la curiosa storia di questa celebrazione…
Proprio il 26 dicembre gli abitanti di Putignano, per tradizione, donano un cero alla chiesa per chiedere in anticipo perdono per i peccati che si commetteranno durante i festeggiamenti. A Carnevale poi ci sarà la parata di giganteschi e variopinti carri allegorici sormontati da monumentali ma leggerissime figure in cartapesta, realizzate nelle fucine dei «Capannoni», affascinanti laboratori che hanno visto passare al loro interno generazioni di scenografi, cartapestai e pittori.
E poi c’è la mascotte del Carnevale: il giullare Farinella con gli allegri sonagli della collarina, delle scarpe e del cappello a punte. E’ questa la maschera emblema ufficiale della festa di Putignano, creata negli anni Cinquanta da quello che sarebbe divenuto un grande esponente della grafica internazionale, Mimmo Castellano. Il nome della maschera deriva da una vecchia pietanza del posto fatta di uno sfarinato di ceci ed orzo abbrustolitoche si consumava con sughi ed intingoli o con fichi appena raccolti. Pietanza eredità del mondo contadino che si può degustare nelle trattorie e dei ristoranti sparsi nel cuore del centro storico, soprattutto intorno a Piazza del Plebiscito, dove si trovano tutte le prelibatezze del territorio, come i capocolli di Martina Franca, le mandorle di Toritto e le cipolle di Acquaviva delle Fonti, presidii Slow Food, e il famoso pane a denominazione d’origine protetta di Altamura. E ancora vino, olio extra vergine d’oliva, pomodori, orecchiette e pasta fresca di varie forme, verdure e cereali, formaggi e burrate, focacce e taralli, insomma tutta la cucina tipicamente mediterranea della parte meridionale dell’altopiano delle Murge, ossia la Valle d’Itria.
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