Cinque Terre: dopo l’alluvione per Natale 2011 si accende il presepe di Manarola
Le Cinque Terre devastate dall’alluvione. Le immagini spaventose dei telegiornali di questi giorni dell’autunno del 2011 rimarranno impresse a lungo nei nostri occhi. Sarebbe un segno di rinascita, però, se per Natale 2011, si riaccendesse il bellissimo presepe luminoso di Manarola. Speriamo avvenga perché il presepe rappresenta un simbolo di speranza, un simbolo significativco soprattutto quest’anno e soprattutto per i borghi più colpiti dagli eventi, Monterosso al mare e Vernazza, che sono due dei cinque paesi del Parco nazionale delle Cinque Terre, che sono parte della prestigiosa World Heritage List dell’Unesco, ossia sono Patrimonio dell’Umanità.
L’incantevole e originalissimo presepe di Manarola è costituito da oltre duecentocinquanta sagome a grandezza naturale di vari personaggi: contadini, pastori, pecorelle e pesci. Le lampadine sono circa quindicimila, sette i chilometri di cavo elettrico, quattromila i metri quadrati di estensione. Con questi numeri, quello di Manarola rappresenta il più grande presepe illuminato. Quando a Natale si accende illumina un’intera collina. Un incanto di luci tra i vigneti di Manarola. Un’opera completamente ecosostenibile, considerato che è realizzata con materiali poveri di recupero, come pezzi di legno e di ferro, e che le lampadine sono tutte alimentate ad energia solare, attraverso l’impianto fotovoltaico del municipio.
L’artista – è proprio il caso di definirlo così – autore di questa poetica installazione è Mario Andreoli, ferroviere in pensione, che ogni anno riaccende il presepe a partire dal ponte dell’Immacolata. Quindi l’8 dicembre 2011 le luci del presepe di Manarola, lungo il pendio del Monte delle Tre Croci, dovrebbero già essere accese e dovrebbero rimanere così fino alla Candelora. Su tutto dovrebbe splendere la grande stella cometa che domina la capanna della Natività, con la Madonnina, San Giuseppe e Gesù Bambino. Sarebbero luci di speranza per le bellissime terre di Monterosso al mare e Vernazza, borghi stretti tra monti e mare, segnalati tra quelli più belli d’Italia, con le loro case colorate, le cupole delle chiesette, le spiagge e le rocce a picco, parte integrante del Parco delle Cinque Terre, che è il più piccolo ma anche il meno densamente popolato della penisola.
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