Dante nelle Grotte di Pertosa
L’inferno dantesco rivive in un paradiso sotterraneo. Accade nelle Grotte dell’Angelo di Pertosa, un paesino di origini medievali situato a settanta chilometri da Salerno ed immerso nel verde della catena degli Alburni, tra uliveti e boschi di querce. La magia si ripete ogni fine settimana: con la guida di Dante in persona, ci si inoltra in cunicoli scavati nelle viscere della montagna e, di caverna in caverna, si incontrano Paolo e Francesca, Ulisse, Minosse, il conte Ugolino e molti altri protagonisti del primo canto della Divina Commedia.
Sono gli spettatori stessi a muoversi all’interno della scena e ad andare incontro ai personaggi su una ribalta teatrale unica nel suo genere. Qui non ci sono quinte e fondali di cartapesta ma uno scenario preistorico che conta ben trentacinque milioni di anni, reso bellissimo dalla natura che ha modellato sulla roccia imponenti stalagmiti e ha sospeso alle volte delle grotte una pioggia di stalattiti e drappi di candido alabastro. Persino per l’Acheronte, il mitico fiume infernale, non c’è stato bisogno di ricorrere ad artifizi perché le grotte di Pertosa sono le uniche in Italia ad essere in parte attraversate da un fiume sotterraneo, il Negro, che, nel suo percorso, genera anche un laghetto ed una cascata. Il corso d’acqua si solca a bordo di un barcone che, procedendo dolcemente tra antri e gallerie, accompagna i visitatori sulla sponda dalla quale comincia, idealmente, il viaggio nei dieci cerchi dell’inferno. Un gioco sapiente di luci e di suoni ed una serie di videoistallazioni rendono ancora più suggestiva la rappresentazione, che si snoda lungo un percorso di circa un chilometro e coinvolge oltre trenta persone, tra attori, ballerini e comparse. In inverno, le grotte si possono visitare tutti i giorni dalla 9 alle 16. Le rappresentazioni, per le quali è obbligatoria la prenotazione, si tengono venerdì mattina e sera e sabato sera. Per informazioni: Tappeto Volante.




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