Galapagos: no al turismo di massa, si ai viaggi ecosostenibili

Non è affatto scontato fermarsi a pensare che noi amanti dei viaggi siamo stati fortunati a nascere in questo tempo. Certo se fossimo stati protagonisti del passato, forse avremmo fatto gli esploratori, ma con le donne come le mettiamo? Io di certo non avrei avuto tanta libertà. In più moltissimi tratti di mondo non erano stati scoperti e anche qualche decennio fa non era proprio facile raggiungerli. Oggi invece le cose sono molto diverse. Un caso su tutti: le Galapagos, cosa c’è di più splendido? Eppure rischiano di essere rovinate per sempre se dovessero diventare meta di un turismo di massa che non rispetta il suo delicato ecosistema. Per fortuna il governo dell’Ecuador si è accorto in tempo di quanto sia importante che questo microcosmo sia vissuto in modo eco-sostenibile ed ha promulgato delle leggi ad hoc.
Che cosa dicono le nuove norme? Innanzitutto è vietato per qualsiasi tipo di imbarcazione navigare sulla stessa rotta alla volta delle isola, più di una volta ogni quattordici giorni. Il pericolo inquinamento sarebbe dietro l’angolo e così dal primo febbraio le attenzioni su questo angolo di paradiso sono aumentate.
In realtà, ad avere maggiori seccature saranno i natanti privati come yacht, piccole barche a vela o a motore che si muovevano in continuazione nei pressi della costa, turbando i delicati equilibri marini. Se a questo si aggiungono i tanti turisti in arrivo in ogni mese dell’anno, capirete quanto è complicato evitare che a pagarne le conseguenze siano flora e fauna. In queste isole nacque del resto la teoria dell’evoluzione della specie formulata da Charles Darwin aiutato da un habitat naturale ricchissimo di specie endemiche, alcune delle quali in via di estinzione come l’omonima tartaruga o testuggini ritenute scomparse ed invece ancora oggi presenti. Adesso l’area cattura l’interesse degli esperti e non può il turismo, per quanto ben accettato, cambiare per sempre i tratti di questo microcosmo felice.
Photo Credit: Thinkstock
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