Isola di Pasqua: il mistero dei Moai
Piccola e dispersa, con una popolazione di 2000 persone: l’isola di Pasqua appartiene al Cile e si trova nell’Oceano Pacifico meridionale. Rapa Nui é il nome in lingua locale: questo scorcio di splendida terra può vantare un discreto numero di alberghi, nonostante infatti il numero di turisti che si reca a visitare questa zona sia inferiore a quello di altre isole delle vicinanze, l’isola di Pasqua può vantare un certo numero di estimatori. Ma non solo spiaggia e acque cristalline, il fascino dell’isola di Pasqua si deve anche a uno dei misteri che ruota attorno a questa splendida terra: i Moai.
Statue spesso monolitiche, cioè ottenute da un unico blocco di tufo vulcanico, imponenti. Alcune hanno sulla testa un cilindro che somiglia a un copricapo, la loro altezza varia dai 2,5 metri fino ai 10 metri, uno solo é alto 21 metri. Ma cosa rappresentano queste statue? Due archeologi britannici, Colin Richards e Sue Hamilton, dell’Università di Manchester e dello University College di Londra sembrano aver finalmente messo fine ad anni e anni di misteri che ruotano attorno a queste statue, o perlomeno riguardo alle origini del “cappello”.
Già, perchè l’origine dei Moai sembra essere destinata a rimanere ancora sconosciuta. I due ricercatori hanno trovato un’ascia votiva accanto ai copricapi, un vulcano nelle vicinanze e una strada formata da ceneri di lava e quindi sono giunti alla conclusione che gli abitanti hanno fatto semplicemente rotolare i cappelli giù dal vulcano. Queste sarebbero le origini, ma il motivo del copricapo rimane ancora sconosciuto. Questa “scoperta”, come é facile immaginare, non ha soddisfatto molto la curiosità di chi cerca di svelare il mistero dei Moai e quindi rimangono in piedi le altre teorie, più o meno bizzarre o realistiche: i più fantasiosi sostengono che le statue testimonino la presenza passata di creature extraterrestri, altri invece la divinazione di dei rappresentativi di una mescolanza di civiltà.
Photo Credit | Thinkstock
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