Kenya vacanze: tour di un villaggio masai

Amano lavorare con le perline e realizzano collane e monili abilmente intrecciati che vendono ai turisti o nelle città principali a prezzi che per noi sono piuttosto convenienti. Loro sono i pastori d’Africa e probabilmente la tribù più famosa del Paese: i Masai. Vivono in una serie di capanne realizzate con paglia e fango e sono destinate a vari membri di una stessa famiglia, cioè una persona più grande con le vari mogli, i figlia e via dicendo. I ragazzi non possono sposarsi fino a quando non entrano a far parte del gruppo dei guerrieri e la generazione successiva non inizia a prendere decisioni politiche e legislative. Questo avviene tra i 30 e i 35 anni. Per le donne il discorso è diverso e già a 13 anni possono diventare mogli.
La forma del villaggio ha uno scopo difensivo e le capanne sono dispooste in cerchio intorno al recinto del bestiame e questo basta ad allontanare i predatori. Nella parte esterna si trovano arbusti spinosi e alberi e la vita è semplice, nomade e senza grosse comodità. Persino il fuoco si accende strofinando due pezzi di legno fino a quando scocca la scintilla, tuttavia qualche oggetto moderno certe volte fa capolino acquistato nei mercati locali. La capanna tradizionale è formata da una spessa intelaiatura in legno riempita con il fango misto ad erba. Il tetto è basso e piatto e in paglia e l’impianto è quasi uguale in ogni regione.

La cura del bestiame, invece, è affidata ai giovani e se i più piccoli si occupano di capre e pecore, gli adolescenti devono portare le mandrie al pascolo. In pochi vanno a scuola ancora oggi, mentre la mungitura spetta alle donne e avviene al mattino molto presto o al pomeriggio tardi. Queste ultime preparano i pasti e la loro dieta è carica di proteine animali con ugali, farinata di mais e prodotti acquistati localmente.
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