Marzo e lo spezzatino di manzo provenzale
La Provenza è nota per i suoi bellissimi paesaggi, per le campagne fiorite e piene di scorci interessanti e, ancora di più, per la sua cucina. Marzo, ad esempio, è un ottimo mese per assaggiare il famoso spezzatino di manzo, chiamato daube e pronunciato dòb dai francesi. Essendo abbastanza caldo e corposo, questo piatto va bene per la stagione invernale e quando ancora la primavera è piuttosto lontana ed, inoltre, essendo tipico permette ai turisti italiani di poter provare un piatto internazionale senza allontanarsi troppo dalle proprie abitudini culinarie.
La Costa Azzurra, inoltre, in questo periodo vanta già delle belle giornate soleggiate e, inoltre, sono già spuntate le prime erbe aromatiche che permettono ai cuochi di realizzare i loro cibi con delle spezie fresche, quindi perchè non approfittare? Del resto, le famose erbe di Provenza, sono quelle che rendono il daube gustoso e diverso da quello servito in qualunque altro posto del mondo.Lo stesso nome deriva da una parola provenzale che significa addobbare e ciò rende bene l’idea di quanta cura ci mettano i francesi a prepararso. Pensare che si tratti di una zuppa o di uno stufato è abbastanza riduttivo e non indicativo del fatto che, la scelta di ogni ingrediente, a partire dalle carni, avviene con una meticolosità al limite dell’esagerazione. Di solito si preferisce quella di manzo o di toro, ma qualche volta la sperimentazione culinaria, porta a realizzarlo anche con qualche tipo di cacciagione e arriva in tavola con un buon vino rosso ed erbe di provenza.
La stessa carne viene cotta dopo ventiquattro ore di infusione nel vino aramatizzato con spezie e la buccia di arancia essiccata e viene messa dentro una pentola di terracotta e cotta per almeno quattro ore. Un processo di lavorazione lungo ma che alla fine dona i suoi risultati e la doube viene arricchita a scelta anche con patate, ravioli o gnocchi.
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