Il Museo dei Colori naturali a Lamoli
Lamoli è una frazione di poco più di 150 abitanti nel comune di Borgo Pace, provincia di Pesaro e Urbino. Il paesino è incastonato nell’Appennino Umbro-Marchigiano, a 600 m sul livello del mare. Lo attraversa il torrente Meta che, unendosi al torrente Auro dà vita al fiume Metauro. Il blu e il verde non mancano quindi. Ma non mancano nemmeno gli altri colori… visto che nel paese si può ammirare l’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo, orgoglio di tutti gli abitanti e monumento simbolo del luogo. Qui si può anche visitare un museo molto particolare, il Museo dei Colori naturali.
La fondazione dell’abbazia risale al VII secolo e, di quest’epoca restano, perfettamente recuperate, la chiesa abbaziale e l’ala principale del monastero, nel cui chiostro si trova appunto il museo. E’ intitolato a Delio Bischi ed è stato voluto e realizzato dall’Oasi San Benedetto. Al suo interno si può effetturare un percorso sulla storia dei colori naturali dall’antichità fino ai primi anni del Novecento, quando entrarono sul mercato i colori sintetici. Per le tante evidenti problematiche ambientali attuali, pian piano si sta tornando a riscoprire questi antichi e nobili colori. Il Museo affronta questo argomento anche attraverso documenti d’archivio e bibliografici e offrendo un percorso pratico di esperienze e laboratori. Si impara così a conoscere la natura del colore vegetale, la coltivazione della piante tintorie, l’estrazione del colore e l’utilizzo dei pigmenti nei possibili campi d’impiego. In più c’è a disposizione anche un laboratorio per la realizzazione dei colori ed applicazioni su supporti diversi.
Il Museo è gestito dalla cooperativa Forestalp, Centro sperimentale colori naturali, che si occupa del recupero della coltivazione e della lavorazione delle foglie delle piante coloranti con l’obiettivo di produrre dei colori vegetali e di sperimentare la loro applicazione nella tintura dei tessuti. Periodicamente organizza stage sperimentali e laboratori attivi per formare competenze nella coltivazione e nella lavorazione della lavorazione delle piante tintorie. All’interno dell’Oasi San Benedetto, inoltre, i visitatori possono trovare accoglienza e ristoro sia nell’ostello della gioventù sia nella foresteria dell’Abbazia.
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