Sila: Museo Narrante dell’Emigrazione
Ricordate il vecchio gioco dell’infanzia dei nostri nonni? Quello che cominciava con le parole: “è arrivato un bastimento… ” e poi via tutti insieme ad indovinarne il carico. Be’ tempo fa è arrivato un bastimento carico di … ricordi. Un bastimento originalissimo, che non ha gettato l’ancora in mare aperto ma sull’altopiano della Sila, a Camigliatello, provincia di Cosenza. Si tratta del Museo Narrante dell’Emigrazione, ospitato in un’antica vaccheria interamente ristrutturata, circondata da pini loricati ed abeti.
E’ denominato “Nave della Sila” perché ha, al suo interno, laspetto della tolda di un piroscafo, proprio uno di quelli che un tempo portavano verso terre lontane gli emigranti, con un biglietto di sola andata, una valigia di cartone legata con lo spago ed il cuore colmo di belle speranze.
Appartengono a loro i ricordi evocati tra gli spazi del museo. Visitandolo, ci si trova a rivivere la loro avventura grazie ad un singolare allestimento che coinvolge gli spettatori, catturandone quasi tutti i sensi. Il percorso dell’esposizione, curata da Gian Antonio Stella, si snoda tra vecchi documenti, lettere, poesie e gigantografie in bianco e nero che immortalano momenti di un lungo viaggio verso l’ignoto, compiuto spesso in condizioni disperate. Come la foto, bellissima, degli emigranti accalcati sul ponte di una nave a guardare, in lontananza, verso Ellis Island e la baia di Manhattan. In sottofondo, una voce narrante commenta le immagini, raccontando storie di dolorosi distacchi dalla terra d’origine, di emarginazione, angosce e nostalgia, ma anche di sogni e di nuovi inizi in una nuova patria. A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera, ci sono l’uso sapiente delle luci e la colonna sonora, fatta di vecchi canti dell’emigrazione italiana. In questo modo, vista ed udito sono appagati. Ma non solo. Anche l’olfatto vuole la sua parte e così, in una delle tre ciminiere del piroscafo è riproposto, in tutti i particolari, perfino negli odori, l’ambiente di una cuccetta di terza classe. Nelle altre due ciminiere l’allestimento è interattivo: la prima è una saletta musicale dove è possibile ascoltare vecchie canzoni tratte da un vasta selezione, curata da Gualtiero Bertelli, mentre l’altra è una piccola cineteca in cui assistere a filmati d’epoca scegliendoli tra quelli realizzati dall’Istituto Luce. Non mancano una biblioteca e postazioni multimediali attraverso le quali si può andare alla scoperta di storie di famiglie italiane sparse in giro per il mondo. Il museo è stato realizzato dalla Fondazione Napoli Novantanove all’interno del “Parco Letterario Old Calabria ed i viaggiatori del Grand Tour”.
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