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  • 15
  • ott
  • 2010

Oasi di montagna in Tunisia: quando il viaggio diventa sogno

Di Francesca, in Africa, Viaggi di Istruzione.

Il paesaggio, non è necessario osservarlo in modo approfondito, è assolutamente selvaggio e ostile, ma questo lo rende ancora più affascinante, persino agli occhi di coloro che poco amano l’avventura. Tuttavia, quando si giunge da questa parti, vicine ed economiche rispetto all’Italia, ci si sente comunque immersi in una atmosfera totalmente differente e, automaticamente, si “recita” volentieri la parte dei viaggiatori alla scoperta di un nuovo sogno. Sulla catane montuosa aspra e frastagliata del Jebel en-Nebeg vicino all’Algeria, ma sempre in territorio tunisino, ecco che spiccano le cosiddette “Oasi di Montagna” di Chebika, Tamerza e Midès con panorami mozzafiato sui Chott e sul deserto circostante.

Eppure non tutti sanno che quello che oggi rappresenta quasi una sorta di pellegrinaggio obbligato, per chi vuole entrare in contatto con tratti di terra isolati e difficili senza allontanarsi troppo, in realtà ha avuto origine da un disastro naturale. Tutto è cominciato nel 1969, quando l’area fu interessata da 22 giorni di piogge torrenziali con la conseguente distruzione dei villaggi e l’allontanamento degli abitanti, non abituati a simili condizioni atmosferiche. Sorsero ben presto degli insediamenti nelle vicinanze, mentre i ruderi di quelle case, si possono ancora osservare arroccati sulle rocce.

In un tour che le attraversa, si incontra per prima Chebika, ricca di costruzioni in argilla e pietra. A completare lo scenario, una serie di palme  che fanno da contrasto con la loro macchia verde, con i colori rossicci  e privi di vegetazione della montagna. Si attraversa il villaggio, fino ad arrivare ad una stretta gola interessata da qualche gradino che porta ad un canyon, dove spicca una sorgente con una cascata piccola ma contestualmente molto ben inserita. L’oasi principale è Tamerza, di origine romana anche detta “la terrazza del deserto“. Stessa sorte è toccata nel secolo scorso a tale zona, ma per i fotografi in cerca di scorci interessanti, qui i panorami non mancano. Midès, infine, si trova ad una altitudine maggiore ed è la più piccola. Chiusa tra due canyon è sicuramente da visitare.

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