Ruanda: savana e parchi naturali
Il Ruanda è uno Stato dell’Africa Orientale che confina a ovest con la Repubblica Democratica del Congo, a nord con l’Uganda, a est con la Tanzania e a sud con il Burundi. Il Ruanda non ha quindi sbocchi sul mare. Il primo popolo a insediarsi nell’odierno Ruanda fu quello dei Twa, un’etnia di nomadi che vivevano di caccia e raccolta. Dopo qualche secolo arrivarono gli Hutu e poi ancora un popolo nilotico prevalentemente allevatore di bestiame. Negli anni successivi cominciò l’espansione del territorio ruandese, interrotta da invasioni da parte dei regni limitrofi di Nyoro e Rundi. Un Paese con una ricca storia e un susseguirsi di varie popolazioni che hanno contribuito allo sviluppo di questo Paese.
La flora del paese è costituita dalla savana e dai papiri che crescono a est, nelle paludi. La savana è un bioma terrestre soprattutto tropicale e subtropicale, caratterizzato da una vegetazione a prevalenza erbosa, con arbusti e alberi in transizione fra la foresta pluviale e il deserto o la steppa africana. Tra le piante erbacee predominano ovunque le graminacee, ma è sempre presente una quota di leguminose, di composite e di acacie. La fauna della savana annovera grandi erbivori pascolatori, vi si trovano animali che si nutrono delle fronde degli alberi, come le giraffe, alcune antilopi e gli elefanti.
Il 14% dei territori del Ruanda è costituito da parchi nazionali tra cui il più importante è quello del Kagera con una ricchissima fauna: elefanti, ippopotami, coccodrilli, antilopi e leopardi. Si consiglia, prima di partire, di informare l’Ambasciata d’Italia a Kampala o il Consolato Onorario d’Italia a Kigali sulla propria presenza nel Paese; di osservare il divieto di fotografare caserme, carceri, abitazioni private o uffici pubblici. A Kigali l’assistenza sanitaria di base è generalmente soddisfacente; nel resto del Paese, invece, è molto scarsa, si consiglia quindi prima di intraprendere il viaggio, un’assicurazione sanitaria che preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche l’eventuale rimpatrio aereo sanitario d’emergenza in Italia.
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