Sul treno tra Belgrado e Sarajevo

Un treno simbolo di pace e fratellanza. E’ quello che collega Belgrado a Sarajevo e che è tornato a viaggiare dopo una lunga pausa di circa 18 anni. Dopo tanti anni di inattività la linea ferroviaria Belgrado – Sarajevo ha ripreso la sua operatività il 13 dicembre, dopo le guerre fratricide che avevano ostacolato i collegamenti tra le città dei Balcani. Negli anni Ottanta, prima del fermo obbligato, gli eleganti e accoglienti vagoni della linea, con i comodi sedili, i tappeti rossi e la gentilezza delle hostess di bordo e di tutto il personale ferroviaria, erano un vanto per tutta la Jugoslavia. Poi la guerra a spazzare via tante cose come il servizio ferroviario, interrotto nel 1991. Il treno si chiamava Olympic Express. Oggi la linea ritorna a funzionare, anche se tra tante difficoltà ed in misura ridotta: solamente solo due carrozze e un vagone ristorante , tempi di percorrenza maggiori, con oltre 9 ore di viaggio a fronte delle 6 del passato per spostarsi tra le due capitali, per via del nuovo disegno dei confini fra Serbia, Croazia e Bosnia. In più la ferrovia porta i segni della guerra e dell’abbandono! Anche la frequenza è ridotta, una corsa al giorno, mentre una volta ce ne erano tre. Ma la buona volontà e il messaggio di fratellanza e di riappacificazione ci sono e, in questo momento, è quel che più conta, come primo passo. Per viaggiare su questo treno simbolo di pace, che mostra, sulle tre carrozze, i colori delle ferrovie serbe, quelli della federazione croato-musulmane di Bosnia e quella delle ferovie della Repubblica serba di Bosnia Erzegovina, il costo di una corsa andata e ritorno è di 31 euro.
Tanti sono i luoghi di interesse storico e artistico che si possono visitare a Sarajevo o nei suoi immediati dintorni: ad esempio gli scavi di Butmir, per il periodo neolitico, le tracce romane a Ilidza, le fortezze costruite durante il periodo dell’indipendenza bosniaca nel medioevo.
Per quanto riguarda Belgrado, Ulica 7 Julia, l’ ottocentesca arteria a ridosso dell’ansa del fiume Sava taglia in due la città vecchia. A settentrione si erge la fortezza Kalemegdan, simbolo stesso della città, un poderoso insieme di torri e bastioni di epoca medievale riassettato nel Settecento. Nei pressi della fortezza, la seicentesca moschea Bajakli Dzamija, retaggio dell’antica dominazione ottomana




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Sono dei posti incantevoli, ancora non contaminati dai turisti…e un’ottima meta per i prossimi viaggi