A tavola in Valsugana: polenta e non solo!

La Valsugana è una valle del Trentino sud-orientale, confinante con le province di Vicenza e Belluno, delimitata a sud dall’Altopiano di Asiago e dagli altipiani di Luserna, Lavarone e Folgaria e a nord dalla catena del Lagori; la sua estremità occidentale è prossima alla città di Trento e alla valle dell’Adige, mentre a est e sfocia poi nella pianura veneta nei pressi di Bassano del Grappa. La gastronomia locale è una armoniosa mescolanza di influenze austriache, tirolesi, germaniche e venete.
Regina della tavola è, com’è noto, la polenta, magari accompagnata dalla gustosa lucanica trentina o dal tipico formaggio Vezzena, da crauti e funghi. Il tutto annaffiato dai rinomati vini trentini, come il Teroldego o il Marzemino. La polenta viene fatta con mais, con grano saraceno o con patate in appositi paioli di rame. Una volta veniva mangiata polenta con quello che si reperiva: carne e formaggi quando andava bene, ma il piu’ delle volte ci si doveva accontentare del latte o dei fagioli o delle cipolle rosolate in un po’ di strutto. Ai nostri giorni la polenta viene servita con i prelibati funghi di bosco, con selvaggina, coniglio, spezzatino, gulasch, stinco di maiale, lucanica o crauti e costituisce un piatto appetitoso e nutriente.
Tra i prodotti tipici ci sono anche gli insaccati, soprattutto la gustosissima “lucanica” trentina, e formaggi, carni, fra cui la saporita “carne salada” che viene servita con i fagioli borlotti, le trote salmonate e affumicate, l’”orzetto alla trentina” fatto con verdure e orzo, gli “strangolapreti” o gnocchi verdi di spinaci, i canederli, il “tonco de pontesel” (spezzatino di carni miste e lucanica in umido), il “tortel de patate”, le “patate coi ciciotoli” (patate lessate ed arrostite a fette miste a ciccioli di maiale per insaporirle), la “peverada” (salsa a base di burro, pangrattato, sale, pepe e brodo), gli “osei scampai” (involtini di carne con pancetta e salvia), gli stinchi di maiale al forno, i “fasoi col conziero” (fagioli lessati conditi con conziero ben rosolato e aceto serviti in terrine).
E ancora sono da menzionare sicuramente i dolci, come le squisite torte ai frutti di bosco, mirtilli, more o alle carote, lamponi con panna, e l’infinita varietà di dolci a base di mele dallo strudel alla crostata, dalle frittelle alle “balote de pomi“. A fine pasto è d’obbligo provare la famosa grappa trentina, una bevanda di antica tradizione ottenuta dalla distillazione delle vinacce e con diverse aromatizzazioni. Può essere, infatti, alla sperula, alla ruta, al ginepro, al miele, al mirtillo, alla pera… La bevanda tipica della Valsugana rimane, comunque, il Carampampoli o Parampampoli, bevanda aromatica ottenuta dalla mescolanza di caffè, grappa, zucchero e vino.
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