The longest way home, la lunga strada verso casa
C’è qualcuno che viaggia, ad oggi da quattro anni, otto mesi e due giorni. E che cerca un posto che possa essere chiamato casa. Si chiama Dave, ha 33 anni, era stanco di quella che era la sua vita, cresciuto in un ambiente familiare not so nice. E passando la maggior parte del suo tempo a cercare di lasciare un posto che sapeva non poter mai essere “casa”: A guy traveling the world in search of a place called home. Di lui non si sa altro, e forse è giusto così. Dave parte allora, 4 anni, 8 mesi e due giorni fa per l’appunto, dal Portogallo alla ricerca della casa ideale. Attraversa l’Europa, l’Africa e l’Asia. Ed ecco il suo diario di viaggio online, The longest way home, una bella testimonianza fatta di foto, video, storie, e che è già diventata un cult del web. Tanto che, sul suo blog oggi, il post è un avviso di servizio: data l’alta quantità di traffico, Dave dovrà fare un upgrade, e sta vedendo come, quando. E se può permetterselo al momento.
Fugge dalla realtà? Impossibile dirlo. L’impresa non ha sponsor: paga con i soldi dell’esistenza che ha lasciato, poi con quelli che guadagna di volta in volta e di luogo in luogo, poi con ciò che vende. E’ possibile anche supportarlo dal sito. Ora è nelle Filippine, da alcuni mesi.
Casa e viaggio, insomma. Dave indossa tanti bracciali al polso: ognuno rappresenta un luogo da ricordare. Mi fanno pensare ai posti che ho visitato, tutti cari nella mia memoria ma nessuno ancora da chiamare casa.
Molti credono che la casa sia uno stato mentale, non un luogo. Io non sono d’accordo. Perché? Non avere la sicurezza di una casa – ovvero nessuna famiglia e nessuna residenza – significa essere veramente soli. Non avere niente al quale aggrapparsi
A chi gli scrive, Dave garantisce pronta risposta. Glissa, però, di fronte alle richieste insistenti di sapere chi sia veramente.
Questo sito racconta di un viaggio e non di una persona. Non voglio diventare l’ennesimo che pubblica le foto che lo ritraggono. Voglio che il sito racconti un’idea, un viaggio e una risorsa.
E un’informazione di servizio. Se il blog non dovesse venire aggiornato per più di un mese vi prego di contattare la polizia dell’ultimo paese che mi ha ospitato.
Sul sito e sul blog, realizzati nel tempo anche su suggerimento di molte persone incrociate lungo la via, attraverso apposite sezioni potrete trovare preziosi suggerimenti paese per paese. Luoghi da visitare, come si mngia, cosa si mangia, le persone, le cose da fare e da non fare, il costo della vita, il potenziale abitativo. Bella la “recensione” sull’Iran, un paese che non è pericoloso come dipinto dai media stranieri. Ma anche una realtà in cui uno straniero non potrebbe lavorare. Quindi, non una casa. O l’India, terra dove chiunque si sentirebbe a casa: anche qui, però, trovare lavoro è impossibile.
Nelle Filippine, ora, Dave è entusiasta:
Non avrei mai immaginato di trovarmi così bene qui è un luogo ideale per ritirarsi e magari anche per morire
Forse Dave non troverà mai quel che cerca. Perché la sua casa è il mondo, e ogni paese incrociato e ancora da incrociare. Con la sua gente, le sue bellezze, i suoi pericoli, le sue realtà. Buon viaggio.




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