Viaggio culinario in India: il tè nero dell’Assam
Se turisticamente resta poco noto, l’Assam è conosciuto soprattutto per la produzione del tè nero gustato in ogni dove e con delle particolari caratteristiche speziate. Ha una colorazione decisamente rossastra e a rendere molto fertile questa zona per la preziosa coltivazione è la presenza del Brahmaputra e gli stessi monsoni. Si possono osservare almeno 600 piantagioni e producono un terzo di tutto il tè del Paese e oltre il 15 per cento a livello mondiale.
E’ curioso sapere che a seconda della posizione delle piantagioni le caratteristiche cambiano. Il più pregiato resta quello con le foglie dalla punta dorata che regala all’unfusione un aroma dolce. L’80 per cento della produzione è commercializzato dalla Assam Company che risale al 1839 e in buona parte viene esportato. Il tè si produce con metodi tradizionali, essiccando le foglie e vendendolo allo stato puro. Il 20 percento è destinato al mercato domestico e viene miscelato dalle sapienti mani delle massaie. Come si prepara il tè in India? Si fanno bollire le foglie in un mix di latte, acqua, zucchero e spezie. Ne viene fuori una bevanda dal tipico colore rosso e dal gusto speciale.
L’Assam è uno stato che si trova a nord est dell’India ed è caratterizzato da una elevata umidità. Vi si distinguono una stagione secca e una umida. Le piogge si fanno sentire da marzo a maggio, mentre da ottobre a febbraio le temperature sono migliori. Per poter giungere da queste parti, vi conviene portare pantaloni e gonne lunghe o anche magliette con le mezze maniche per entrare nei templi. I calzoncini vanno sempre indossati al ginocchio e non troppo corti e non deve mancarvi una crema protettiva per le eventuali scottature. Ottimi pure cappellino e occhiali da sole. Un consiglio utile potrebbe essere quello di scegliere una piccola torcia per illuminare le strade di sera o in caso vada via improvvisamente la luce.
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