In viaggio nei misteri tra terra e cielo

Esistono mille modi di viaggiare. Patrizio Roversi e Syusy Blady, i famosi turisti per caso, negli anni, ci hanno raccontato il viaggio a proprio modo, con leggerezza e intelligenza. Ora indagano un nuovo modo di muoversi, quello lungo i percorsi della storia, indietro nel tempo, fino a risalire a migliaia e migliaia di anni fa. Perché sono convinti, sulla scorta di studi compiuti da illustri studiosi ed archeologi, che molte cose che esistono e accadono oggi trovano una spiegazione e una radice in epoche lontanissime da noi, quando molto probabilmente gli uomini ne sapevano molto di più di quello che oggi noi ipotizziamo. E così la famosa coppia di turisti ha cominciato a dare sempre più spazio, nel proprio lavoro e nei propri viaggi, alla archeoastronomia. Una disciplina suggestiva che porta a porsi tanti interrogativi importanti e talvolta a svelare affascinanti misteri. Qualche esempio? Seguiteci…
Per esempio rappresenta un grande, enorme mistero i templi di Angkor Wat in Cambogia, un complesso architettonico formato da oltre settanta edifici religiosi fondati nel 1150 d.C.. Gli edifici sembrano disposti in modo da seguire la costellazione del Drago, i cui segni sul terreno, in quello stesso luogo, però, risalirebbero a molti secoli prima, addirittura al 10.500 a.C. Cosicché, come ha raccontato Syusy Blady in uno dei suoi documentari, queste costruzioni riprodurrebbero in terra una grande mappa celeste.
E ancora: chi l’ha detto che Dio è un vecchio signore con la barba bianca, così come ce lo rappresenta l’iconografia tradizionale? Chi ci dice che Dio sia un uomo e non una donna? Syusy Blady ha raccontato nel corso di un incontro col pubblico, a Roma, nella bella Villa Celimontana, davanti ad un pubblico attento e incuriosito, che proprio in Italia, per l’esattezza a Bologna, ci sono tracce e segnali che portano a prendere in considerazione l’idea che Dio possa essere una Dea madre. Intanto Bologna, va ricordato, è una città che nasconde al suo interno molti simboli esoterici, a cominciare dalle sue porte, che sono dodici, come gli apostoli, come le costellazioni… Sempre qui, c’è il santuario di San Luca, dove si arriva attraverso una salita segnata da portici, i famosi portici bolognesi, che si snodano stranamente a zig zag. Indovinate perché? Perché seguono, secondo un famoso archeoastronomo, l’andamento della costellazione della Vergine, una divinità femminile, che rappresenterebbe la nascita e la rigenerazione!
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