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  • 08
  • gen
  • 2012

Viaggio nelle tradizioni: i torroncini di San Marco dei Cavoti

Di Nicoletta, in Italia.

L’Italia, si sa, dal punto di vista fisico non ha grandi dimensioni ma, dal punto di vista della varietà e della qualità delle sue usanze ha davvero i numeri giusti. Per questo un viaggio nelle sue tradizioni è un viaggio lungo, lunghissimo, quasi interminabile, che porta alla scoperta di innumerevoli sorprese. Come a San Marco dei Cavoti, paesino della Campania, che può vantare strane, particolarissime origini, un bellissimo centro storico e straordinari dolcetti…

San Marco dei Cavoti è un piccolo paese della provincia di Benevento. Il suo nome è di origine provenzale e non a caso ma per un motivo storico ben preciso: al suo posto, in epoca sannita, esisteva una città denominata Cenna che, intorno alla metà del Trecento fu colpita da una epidemia di peste e più tardi da un terremoto. A deciderne la rinascita furono i feudatari del luogo, vale a dire la nobile famiglia francese Shabran, giunta nella nostra penisola al seguito di Carlo I d’Angiò. Luigi di Shabran, infatti, intorno al 1356 fece venire nelle sue terre, affinchè le ripopolassero, un gruppo di connazionali, dei coloni provenzali provenienti dalla cittadina di Gap, famosa per essere la patria di una danza molto in voga nella Francia del Settecento, la gavotta. Da questi coloni, denominati Gavots, il paese prese il nome di San Marco “dei Cavoti”. Le tracce più evidenti dell’origine provenzale del paese, comunque, sono rappresentate, oltre che dai toponimi di strade e contrade, come quella Borgognone e quella Francisi, da alcune costruzioni, come le porte di accesso al paese e la bella Torre provenzale che domina l’abitato e che, appartenuta inizialmente all’antica cinta muraria, divenne poi il campanile della Chiesa parrocchiale di San Marco Evangelista.

I cavotini, oltre che nell’agricoltura, sono, maestri nella lavorazione del ferro, del legno e della pietra e anche nell’arte pasticcera: la specialità del paese, da oltre un secolo, è un torroncino fatto da un cuore di zucchero e granella di nocciole e da una copertura di glassa di zucchero e cacao. Una piccola bontà prodotta da una decina di piccole fabbriche a conduzione familiare. Un altro vanto del paese è costituito, infine, da un museo unico nel suo genere in Italia, il Museo degli Orologi, dove, un abile maestro artigiano, ha raccolto una grande collezione di antichi meccanismi di orologi da torre. Nell’esposizione compaiono splendidi ingranaggi, prototipi a carica manuale, veri e propri capolavori della meccanica, il più antico dei quali risale al lontano 1611.

Photocredit: Thinkstock

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