Water Watch: scopri on line se il tuo mare è pulito

In prossimità dell’estate e delle vacanze, si moltiplicano, su quotidiani e riviste gli articoli che parlano della situazione delle spiagge delle più note località balneari.
Al momento della partenza, però, non sempre si riesce a ricordare quello che si è letto oppure non si riesce a rintracciare l’articolo. Senza contare che magari questo non faceva alcun riferimento alla località che sarà la meta delle nostre vacanze. A questo punto cosa fare? La soluzione c’è…
L’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) ha creato un sito che permette a tutti, residenti e turisti, di conoscere la qualità delle acque di balneazione di ben 22.000 località europee. Inserendo il nome della località di interesse in un apposito motore di ricerca, si ottiene una valutazione sulla qualità delle acque di balneazione in quell’area.
E’ il portale Eye on Earth, creato in collaborazione con Microsoft, ad offrire questo servizio, denominato in maniera semplice e diretta Water Watch. La risposta arriva attraverso un indicatore a semaforo di semplicissima lettura, che può essere, proprio come un semaforo, verde, giallo o rosso. Il servizio, inoltre, è interattivo in quanto gli utenti possono esprimere il proprio voto per ciascuna località e per ciascuna spiaggia monitorata, pubblicare i propri commenti e leggere le opinioni altrui. In alcuni casi, è possibile anche vedere foto dei luoghi e collegarsi a webcams.
Una inchiesta del Sole 24 Ore, presentando ai lettori l’applicazione Water Watch, ha anche dato conto della situazione delle acque italiane: “Il sito Eye On Earth permette di cogliere, con un colpo d’occhio, la valutazione dell’Aea. Promosse nel complesso le acque italiane: qualche bollino rosso (qualità scandente delle acque), per esempio, in alcune zone della Liguria e in Veneto, in alcune località nella fascia costiera che va da Sottomarina alla foce del fiume Adige” scrive.
E ancora: “Con 5.684 siti di balneazione dei quali 4.917 costieri e 767 interni (55 lungo i fiumi e 712 sui laghi) l’Italia conta circa il 26,5% del totale Ue. Nel 2008 (periodo compreso tra il 1° maggio e il 30 settembre), delle acque di balneazione costiere il 92,8% (4.563) ha rispettato i valori limite obbligatori, una percentuale che scende al 65,8% (505) per quanto riguarda le acque interne. Dalla relazione annuale sulla qualità delle acque di balneazione, presentata lo scorso 11 giugno dalla Commissione europea e dall’Agenzia europea dell’ambiente, emerge che sulle coste italiane la percentuale di acque di balneazione che registrano parametri non conformi ai valori stabiliti è aumentata dallo 0,4% del 2007 allo 0,9% del 2008 (42 acque di balneazione). Sempre lo scorso anno, il 6,1% delle acque costiere è stato interdetto nel corso della stagione.
Per quanto riguarda le acque interne, in cinque casi (0,7%) non rispettavano i valori obbligatori. L’elenco dei tratti di costa italiana dove è vietata la balneazione per inquinamento o per altri motivi – quali la presenza di parchi marini, zone militari, porti e aeroporti – è pubblicato sul sito del ministero della Salute e aggiornato in tempo reale”.
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