Zanzibar: religione e credenze popolari
Zanzibar è una meta affascinante e per nulla scontata nonostante sia ormai frequentatissima dai turisti italiani, attirati da vantaggiosi all inclusive offerti dai principali tour operator. Questo luogo ha una natura cosmopolita, ma è soprattutto grazie all’islamismo swahili che sono conservate nel bagaglio culturale popolare pratiche religiose anche poco ortodosse. Tra queste ci sono ad esempio le offerte dedicate agli spiriti degli antenati. Credenze un pò diffuse in tutta l’Africa, che fanno capo al fatto che un uomo alla morte non si dissolve del tutto, ma semplicemente finisce la sua vita terrena e il cuore smette di battere. In una specie di limbo, tra Dio e gli umani lo spirito c’è ancora e quindi il ruolo diventa principalmente quello di intermediario.
I comportamenti degli umani, possono influenzare per così dire l’umore degli spiriti e possono decidere o meno se intercedere per l’arrivo delle piogge, di un buon raccolto o guarire da malattie . La sfortuna e le disgrazie, quindi, sono causate da quelli arrabbiati. Molte case o strade di Stone Town in questo senso, vengono evitate perchè considerate infestate, compresa ovviamente la dimora di Tippu Tip che era il maggiore mercante di schiavi dello Zanzibar.
Dopo la Rivoluzione si presentarono in massa, perchè i locali presero possesso delle loro abitazioni e l’unico rimedio, a questo punto, è quello di fare una offerta propiziatoria nella speranza che accettino. Quando i defunti vengono del tutto dimenticati dai vivi, spariscono, ma fino a quando sarà avvertita la loro presenza o ricordato un evento particolare avranno il “potere” di rimanere. Le loro abitudini rispecchiano in forma esagerata quello che erano nella vita. Quando si sentono poco presi in considerazione, comunque, il rischio è che decidano di creare problemi. Questo è valido soprattutto per quelli che in vita erano cattivi o, addirittura degli assassini perchè saranno ancora più malvagi.
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